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L’AREA ARTIGIANALE DI LONGARA:

SULLE TRACCE DI UN POSSIBILE FUTURO

Luisa Dal Brun, Giacomo Oliviero

L’area artigianale di Longara è stata concepita negli anni ottanta-novanta come ambito produttivo volto a rifiutare il concetto di zonizzazione monofunzionale, tentando quindi di far interagire varie destinazioni d’uso: produttiva, residenziale, commerciale.

Questo insediamento, fortemente caratterizzato da punto di vista formale, si trova nello spazio interstiziale tra il rilievo dei colli Berici e la S.P. 247 della Riviera Berica e costituisce l’espansione verso Padova della frazione di Longara.

Oggi dobbiamo constatare che le intenzioni alla base del progetto dell’area si sono rivelate in parte inefficaci: mentre il “fronte commerciale” sembra mantenere una certa vivacità e funzionalità, molti locali produttivi e magazzini risultano sfitti; inoltre,  appare spesso difficile la convivenza tra residenze e realtà circostanti.

L’organizzazione spaziale della lottizzazione, pur presentando una certa attenzione  al contesto territoriale nel disegno a raggiera, non risolve il rapporto con l’area agricola confinante, con la quale si limita a giustapporsi nel fronte sud-est.
La forma a raggiera poi, viene a creare una serie di cul de sac che non consentono l’attraversamento longitudinale dell’area, la quale - come è caratteristico nelle zone industriali - è pensata per una viabilità motorizzata rendendo la fruizione pedonale difficoltosa e non protetta.

A tal proposito va anche detto che il “fronte commerciale”  manca di connessioni funzionali con la pedonalità urbana e periurbana di Longara e si pone come un episodio slegato dal centro urbano e ancora una volta raggiungibile solo dalla strada statale con mezzi motorizzati.

La nostra proposta è volta a mettere in luce le potenzialità dell’area e indicare, tramite piccole azioni, alcune possibili soluzioni alle criticità sopra descritte: trattasi di interventi che costituiscono meramente una linea di indirizzo, consci che le trasformazioni previste e auspicate dovranno necessariamente avvenire nel tempo secondo idonei processi.

Innanzi tutto si è provveduto ad un ricognizione delle attività in essere, individuando le parti inutilizzate da destinare ad altri usi, le attività da collocare altrove (come ad esempio l’area di lavorazione dei rifiuti edili e di cava) e quelle che invece potevano essere confermate come il fronte commerciale lungo la S.P..

In questa fase si è individuato anche un elemento che a nostro avviso poteva innescare effetti positivi e ravvivare la parte dell’area a ridosso dei colli, attualmente in maggiore abbandono, un “servizio raro” per la città che già attualmente esiste, ma è relegato in un angolo poco visibile, quando invece dovrebbe essere più potenziato e visibile: la Ricicleria Sud.
Vista la crescente importanza del riciclo dei rifiuti, ma anche del riuso, come testimoniano negozi di materiale usato presenti proprio in questo contesto, l’idea di potenziare questa funzione pubblica facendola diventare un qualcosa di più, una sorta di centro per il riciclo e il riuso per la zona sud della città, ci sembra possa offrire delle opportunità per tutta l’area artigianale. Inoltre le strutture edilizie della nuova ricicleria possono essere occasione per il ridisegno del fronte sud-est con un più attento rapporto con il terreno agricolo circostante.

Come citato in precedenza un altro punto critico è quello della zona sotto colle. Qui si è pensato di aprire un varco, utilizzando anche i piani terra di alcuni capannoni inutilizzati che possono diventare interessanti passaggi porticati, in modo da definire un nuovo percorso longitudinale che attraversa l’area ristabilendo una connessione con il vicino centro abitato. Lungo questo itinerario potranno trovare posto attività di intrattenimento e piccoli laboratori per artigiani e artisti, fino ad arrivare alla nuova piazza che potrà essere realizzata con i materiali stessi del riciclo di cava, opportunamente trattati, e che offrirà un ampio spazio per raduni, ritrovi e feste. Questo percorso, tangente alla nuova ricicleria, continuerà poi in forma più tenue come percorso di campagna affiancato dalla tipica piantata padana, penetrando nell’area agricola fino ai vicini insediamenti residenziali di Via Monte Grande.

Per la zona commerciale lungo la SP 247 si propone invece la riqualificazione con un percorso pedonale ben definito, anche tramite la semplice colorazione della pavimentazione e l’inserimento di un diaframma vegetale parallelo a all’infrastruttura stradale. Questo fronte si collegherà al percorso sotto colle tramite nuove tracce alberate da realizzarsi lungo le strade esistenti.

Un ultimo aspetto sul quale ci sembra importante soffermarci è rappresentato dal ‘quinto prospetto’ dell’insediamento, ben visibile dalla strada San Rocco che sale sul colle verso Villabalzana. Questo potrà essere reso interessante dalla conversione delle coperture in tetti verdi, utilizzabili anche come giardini dalle attività insediate, congiuntamente ad un riordino dei sistemi fotovoltaici già presenti, al fine di garantire un migliore inserimento rispetto al paesaggio agricolo e al Bacchiglione, che si offrono alla vista dall’alto al di là della strada Riviera Berica.

 

 

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