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STADIO/POLO UNIVERSITARIO

 “CREA VUOTO”

Piera Chiuppani, Caterina Gerolimetto

La proposta mira alla riconquista dei vuoti urbani mediante una loro rinaturalizzazione e messa in rete che considera l’eliminazione di infrastrutture carrabili adiacenti ai corsi fluviali.
La lettura ecologico-paesaggistica della Città di Vicenza individua due importanti sistemi naturali: il sistema dei rilievi collinari e il sistema dei corsi fluviali. La tutela della aree limitrofe ai corsi fluviali quali strumenti di equilibrio bio-idrologico si somma al potenziamento e alla salvaguardia delle ampie possibilità ambientali offerte dai vuoti urbani.
Concepire il progetto dello spazio a partire dalle aree verdi significa avere attenzione per azioni collettive che, partendo dal basso, hanno in se la capacità di riqualificare elementi sistemici dell’organismo urbano.

Il progetto bypassa la ricerca della forma e mira ad attivare un processo dinamico in grado di adattarsi a richieste ed esigenze della collettività.
Il Concept prevede l’attivazione di aree verdi oggi inutilizzate mediante la loro messa in rete e la sottolineatura del loro margine (nuove alberature ed elementi naturali) quale protezione dello spazio dalla pressione urbana.
La ricerca di un nuovo legame tra città e fiume farà da cornice al modo stesso di interpretare lo spazio da parte dei cittadini. Le singole interpretazioni dello spazio produrranno nel tempo una lettura locale del progetto e ispireranno nuovi proposte culturali e attività possibili. E’ così che i nuovi paesaggi (progetti) si presteranno a nuovi usi.
 La proposta prevede la creazione di un’area verde di 6 ha complessivi mediante la messa in rete di 4 spazi principali: l’ex distributore, lo spazio vuoto adiacente al polo universitario, il margine fluviale e l’area dello stadio. La finalità è la riappropriazione cittadina di aree oggi inutilizzate mediante la collaborazione di associazioni locali, universitarie e sportive.
Il paesaggio “a mosaico” è costituito da zone ecologiche distinte: area ripariale, margine, coltivazioni e microeconomie locali. Nella previsione che lo stadio sia delocalizzato in nuove aree il Viale dello Stadio si trasforma in zona pedonale parallela al Bacchiglione e funge da collegamento tra il Polo universitario e l’area sportiva.

Il nuovo tassello verde diventerebbe polo ecologico (del Bacchiglione) sociale (studenti universitari), turistico (pellegrinaggio Monte Berico) e cittadino e potrebbe ospitare microeconomie locali.
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